"Il tema della rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici, viene da lontano. L'argomento assume carattere di interesse generale per i riflessi che ha sull'economia italiana e per il significato che ha nei nostri rapporti con l'Europa e con il meccanismo unico di vigilanza che verrà affidato alla Bce". Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. "Dall'operazione – aggiunge – derivano benefici per tutti: per le banche, che si ricapitalizzano e affrontano con meno pathos i parametri di Basilea III; per le imprese e le famiglie, che vedono riaprire nei loro confronti i rubinetti del credito; per lo Stato, che trae vantaggio in termini di gettito. Pertanto, in nome della trasparenza, l'approfondimento della materia non deve limitarsi all'autoreferenzialità della tecnocrazia, ma dovrà essere posto al più presto all'attenzione della compagine di governo e del Parlamento. Non ci vuole grande fantasia per stabilire quanto vale Banca d'Italia. Tutti i numeri sono, infatti, iscritti a bilancio.
Basta, quindi, guardarli e si vedrà che il valore di 5-7 miliardi su cui si concentrano le indiscrezioni dei giornali è lontano mille anni luce dalla realtà. Siamo sicuri – conclude – che la commissione di esperti nominata ad hoc da Banca d'Italia fornirà tempestivamente tutti i chiarimenti necessari. Chiediamo al presidente del Consiglio, Enrico Letta, e al ministro dell'Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, rispettosamente, chiarezza e trasparenza".

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